Una domenica con… Ignazio Navarra 2


Per questo appuntamento domenicale abbiamo scelto, stavolta, il poeta Ignazio Navarra, che, nato nel 1938 a Sciacca, pubblica i suoi primi versi nel ’68. Nel ’70 stampa “Alla Pietraia” che reca una prefazione di Michele Prisco. Nel ’71 per i “Libri siciliani” di Palermo, “Antico diario”. Nel ’75 “Nel sud e altrove”. E inoltre “Memoria come schermo”, “L’esile agile corpo”, “Margherite nere quasi cristalli”, “Dal popolo, per il popolo”, “Cinque poesie d’amore”, edite, a tiratura limitata, dalla Bottega del Kronion, che ha diretto per anni.

Con Cristian Heeneman, ai primi del ’68 ad Amsterdam, aveva dato vita ad una raffinata raccoltina di versi – introvabile, purtroppo ormai – dal titolo “Ai piedi di un mandorlo”. Molte sue poesie si trovano nelle seguenti antologie: “Antigruppo ‘73”, Di Maria Editore, Catania,“Antigruppo ‘75” a cura di Nat Scamacca, “Poeti siciliani” a cura e con introduzione di Carmelo Pirrera, “Le proporzioni poetiche”, a cura di Domenico Cara, in “Laboratorio”, antologia scolastica curata da Tommaso di Salvo e Giuseppe Zagarrio, edita da Sansoni nel 1977.

Leggiamo insieme alcuni suoi versi tratti dal suo “Sichelè” del 1988:

6

fermerò elefanti in corsa
sarò in cerca di te araba immagine ricami e ori
ultima foglia ricorda il passato
e i mostri di ricercata isola villa palagonia
un viso è ultimo desiderio di colui che parte
e per questo è necessario adorare
il tuo sicilia amore

7

ha sapore di miele e maraschino
l’occhio tinto d’alta montagna
flauto di pan ancora cerca primavere
ratifico che occorre altro vocabolario
per supplicarla
unisce e divide il tempo
l’andare ed il venire
feste antianarchiche
l’idea di non lasciarti riprendere fiato
mi convince
quest’attimo sa di cedro e di salmastro
è guerra nell’io
ed il poeta osa col suo verso tutto

11

dove tutto è azzurro di bile
non è necessario conoscere nomi di città libere
i vecchi docenti mai parlano di hiroshima
d’eredità sepolte
dei grandi amori
per molto tempo è rimasto sterile albero
del prugno ed anche tu sikelè
altrove riverdivano i mandorli fioriti in febbraio


24

l’aquilone lasciò segni-sospiri
lei avrebbe voluto sapere altro
per regalare acini d’uva verdi
il saggio avrebbe voluto dire
del pesco
divenuto azzurra lacrima


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2 commenti su “Una domenica con… Ignazio Navarra

  • Calogero Parlapiano

    Ignazio Navarra è un altro, fra gli artisti saccensi, che porta le proprie origini nel cuore e ciò traspare dalle sue parole nelle quali davvero “il poeta osa col suo verso tutto”. Mi associo a Romano Battaglia quando scrive: “Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia, possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più”.

  • elena lentini

    Caro Ignazio per comunicare con te,occorre un foglio in carta bollata vidimata dal Presidente della Repubblica!
    Desidero salutare Te e tutti i Saccensi che mi conoscono.