Una domenica con … Otello Profazio


Otello Profazio, memoria storica ed enciclopedia vivente dell’etnoantropologia musicale del Sud, è considerato, anche dai suoi colleghi, il “Principe dei cantastorie”.

Fin da giovane ha sentito prorompente il bisogno, diventato poi necessità, impegno civile, di raccogliere e divulgare il patrimonio etnomusicale del Sud; di tutto il Sud e non solamente della Calabria (dove è nato) o della Sicilia (di cui è considerato, a ragione, degno rappresentante), ma della Basilicata, Lucania, etc.

In oltre 40 anni di attività e di ricerca ha scritto, scovato e riscritto innumerevoli canti e documenti canori che ha catalogato per temi e che costituiscono il suo archivio personale. Moltissime le canzoni pubblicate in numerosissimi dischi dove reinterpreta la storia del Sud, o meglio, ne canta la controstoria!

Tutte le sue canzoni, anche quelle che al primo ascolto potrebbero sembrare “allegre”, “leggere”, o “scandalose”, sono canti di protesta, di lotta “poetica”, di analisi critica della realtà sociale, espressi con l’uso della satira, arma molto pericolosa nelle sue mani, contro i potenti, quelli “che avrebbero dovuto fare” per il Sud e “non hanno fatto”! (da: http://www.otelloprofazio.it)

L’Altra Sciacca vuole proporvi alcuni suoi scritti significativi:

 

QUA SI CAMPA D’ARIA!

Il Sud è ‘nu paese bello assai:
il sole è caldo, e non si fredda mai.
Il mare è azzurro verde sperlucente:
qui non si vide mai roba inquinante.
Siamo genti felici e stracontente:
non abbiamo bisogno mai di niente!

QUA SI CAMPA D’ARIA!

Il Sud è proprio vero paradiso…
se vuoi morir, devi morire ucciso!
O genti, ve lo dico in fede mia:
“qui non si sa cos’è la malattia”…
E non capisco con quale causale:
“ogni città ci fanno un ospedale!”.

TUTTA ROBA INUTILE!

Qua non muore mai nessuno…
Neanche i camposanti ci sono!

Il Sud ha un clima ch’è strabiliante:
bisogni fisiologici per niente!
E’ al Nord che si beve e che si mangia,
e c’è bisogno d’evacuar la pancia…
Qui invece – ve lo dico in confidenza –
non la sentiamo, no’, quest’esigenza!

QUA SI CAMPA D’ARIA!

Che si son messi in testa i governanti?
D’industrazzialiarci a tutti quanti!
Fatevi i fatti vostri, che non urgi
avere al Sud i Centri ‘i Siderurgi!
Ma che bisogno c’è di lavorare?…
cu’ ‘stu cielu, ‘sta luna e cu’ ‘stu mari?!…

QUA SI CAMPA D’ARIA!

E che si sono messi in testa questi qua, ora!
Pure le scuole ci vogliono frabbicare!
Ma che non lo sapete che noi qui nel Sud
nasciamo tutti scienziati e alletterati?
Le scuole servono per gli ignoranti…
non per noi che siamo intralligenti!

Qua si campa d’aria! Ma, dice: “ se si campa d’aria,
tutta questa ‘micrazione, come si spieca?”…

Si spieca, si spieca… Perché a noi ‘nci piace viaggiare…
conoscere altra gente … altri paesi …
l’America…l’Australia…la Francia…la Germania…
la Svizzera…il Belgio… Anche l’Italia!
Perché, è brutta Milano? E’ bellissima!
E Torino? Che ci manca a Torino?

“Fatti non foste a viver come bruti
ma per segui virtute e conoscenza”!

La ‘micrazione? …si spieca…si spieca … altro che!
Mi dicono che al Nord la notte è scura:
piena di nebbia e piena di paura.
Qui invece è giorno chiaro permanenti…
ma che ci serve a noi questa corrente?
Che avete messo a fare ‘sti lampioni?…
se c’è la luna pe’ illuminazioni!…

TUTTA ROBA INUTILE!

Qua si vede benissimo… anche di notte…
C’è una luna! A’n prima matina spunta ‘a luna!

E ci hanno fatto super-autostrati…
longhi e larghi quarantamila metri!…
Ma perché mai ce l’hanno poi asfaltati?
Per non poter piantare li patati!
(Ma non per noi: perché noi non abbiamo bisogno di mangiare!
Per mandarle al Nord!… perché noi non abbiamo bisogno di niente!

Qua si campa d’aria! Si campa d’aria!

Noi non abbiamo bisogno di niente!
Lasciate stare, non vi preoccupate, non si fa’ niente!
Qua si campa d’aria! Si campa d’aria…no?
Ma insomma, come ve lo devo dire?
A bastonate che qua si campa d’aria?
Si campa d’aria…no?
Lasciate perdere… non vi applicate… non vi preoccupate!

Qua si campa d’aria!!

Non lo sapevati??!!

 

IL PONTE SULLO STRETTO
(Qua si campa… Ed è già tantu!)

Cacciàmmu li Burbuni comu cani,
e nd’i mìsimu ‘n casa li ‘taliani…
Seguìmmu a Caribardi c’a speranza
di potìricci jìnchiri la panza…
E chistu fu pe’ nui ‘nu scatafasciu:
ma ‘un si dispera di jìri cchiù mbasciu!

E NC’ÎCU A CHIDDI
CHI VÔNNU LU PONTU:
QUA SI CAMPA…
ED È GIÀ TANTU!

Pazienza, corpu mèu, si pàti pena,
ca carchi jornu môri di la fami!
Sîmu ridutti a jìri canni-canni:
il Sud è peggio ‘ill’Afganistanni!
Facimu un passu avanti e quattro arrêtu…
Mi spagnu chi quaggiù finisci a fetu!

Chi nn’hà fari d’u ponti d’u stupuri,
si non c’è struttu e non ci sù strutturi?…
Si sunnu sgarrupati l’autostrati
e li vineddhi li chiàmanu strati!…
Nui sîmu calabresi e siciliani…
Ora vulimu fari i ‘mericani!

Il ponte sullo stretto è destinato
a unire il Sud sottosviluppato!

IL SUD AVANZA…
SULLA SEDIA A ROTELLE!

 

GLI UNI

Ci fu il comizio della destra,
e dopo quello della sinistra;
poi, allo scopo di sondare il terreno,
l’oratore di centro dichiarò con gran fervore:

I miei avversari dicono menzogne…
Stàtevi accorti e non cercate rogne…
Spero non ci crediate… Siate scaltri…
Ditemi… Siete cò ‘li uni o cò ‘li altri?

Subito rispundìu Mastru Simuni:
Cò ‘li uni siamo… cò ‘li uni, cò ‘li uni!

 

SUD

Io sono del Sud
più Sud che c’è…
sprofondo Sud!

Ma uomo del Sud
non c’è, che più a Sud…
più in là del suo Sud…
un Sud non trovi
più Sud del Sud!

 

PANE E LAVORO

Ddui o tri migghiara di disoccupati
si dèttiru convegnu a piazza Danti,
a undi lu Ministru d’u Lavuru
aviva a fari un comiziu importanti.

C’eranu tutti… Prefettu e Questuri,
Sindacu e Consiglieri comunali,
Circoscrizioni, Provincia e Regiuni…
e i Sindacati, comu è naturali.

‘Ttaccàu a parrari cu’ foga e viguri
‘u Ministru, sparandu prospettivi
d’impiegu pe’ lu prossimu futuru
e illustrandu proposti ed incentivi…

Cunvintu d’a bontà ‘ill’affermazioni,
Mastru Titu gridàu:<< Pani e lavuru
volìmu nui, onorevoli Ministru…
lavuru e pani p’o nostru futuru!>>.

Ma ‘a bucca cci stuppàu Mastru Gilormu:
<Sèntimi a mia… Cèrcacci sulu ‘u pani…
Chi smovi? Lassa fùttiri ‘u lavuru!>>.

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