GIRGENTI ACQUE: LE SETTE DOMANDE DI EZIO DI PRIMA AL PRESIDENTE D’ORSI 1


E finalmente, sulla vertenza Girgenti Acque, il Consiglio Provinciale di Agrigento comincia a svegliarsi. La scossa arriva dal saccense Ezio di Prima, autore di un’interrogazione, indirizzata al Presidente Eugenio D’Orsi, a proposito dei disservizi causati dal gestore privato del servizio idrico. Ecco il testo:

Ill.mo Sig. Presidente della Provincia la presente interrogazione viene a Lei indirizzata nella Sua qualità di Presidente dell’ATO IDRICO della Provincia di Agrigento.
Come Lei sa, il passaggio della gestione del servizio idrico dall’Ente Acquedotti Siciliani alla società Girgenti Acque Spa ha causato notevoli disagi e problemi a tutti gli utenti della nostra provincia. In particolare, i disagi sono dovuti ai disservizi nell’erogazione idrica, ai ritardi nelle riparazioni delle perdite, alla mancanza di personale addetto e di appositi uffici dove ricevere gli utenti, ai ritardi nell’espletamento delle pratiche per nuovi allacci o per volture di contratti e ai costi più elevati rispetto al passato che si stanno registrando per queste pratiche.
Inoltre viene contestato il criterio adottato dalla Girgenti Acque Spa per la determinazione delle bollette idriche che a parere di alcune associazioni (si veda in particolare l’ANACI) appare illegittimo visto che l’ente erogatore si è limitato ad emettere le bollette in funzione degli importi pagati dagli utenti in base alla media dei dati di fatturato storici forniti dal precedente gestore (EAS) senza tenere conto degli effettivi consumi.
Il prezzo della fornitura deve essere commisurato all’effettivo consumo e non può essere fissato secondo criteri meramente presuntivi che prescindano totalmente dalla situazione reale. A detta di alcune associazioni è del tutto pacifico in giurisprudenza che il contratto di erogazione di acqua sia un normale contratto di somministrazione, avente natura privatistica e pertanto soggetto alla disciplina del codice civile, con la conseguenza che la pretesa dell’ente erogatore, basata su un consumo presunto o a “forfait” è illegittima. La Girgenti Acque Spa doveva effettuare la lettura dei contatori e, solo, successivamente emettere le relative bollette.
Non si comprende inoltre lo strumento con il quale la Girgenti Acque Spa stia operando visto che non è stato approvato il regolamento idrico e ci si chiede se sia legittimo che l’ente erogatore stabilisca autonomamente canoni idrici, determinazione dei consumi, modalità di stipula dei nuovi contratti idrici e/o volture etc.
Inoltre nel comune di Sciacca sono state emesse delle bollette contenenti il canone di depurazione, circostanza questa che è stata oggetto di forti polemiche per la mancanza del depuratore in città e pertanto i canoni di depurazione richiesti sono da considerare non dovuti. Ciò nonostante la Girgenti Acque ha chiesto ugualmente il pagamento del canone di depurazione intimando il pagamento a pena del distacco del servizio di erogazione idrica.
Pertanto chiededi sapere quali interventi ha posto in essere nella Sua qualità di Presidente pro-tempore dell’ATO IDRICO nei confronti della società Girgenti Acque ed in particolare:
- se in questi mesi ha provveduto a diffidare la società per definire tutti i contratti in giacenza per i nuovi allacci o per le semplici volture;
- se ha adito le vie legali qualora questi contratti non fossero stati definiti;
- se ha valutato la sussistenza degli estremi per la risoluzione del contratto di appalto con la medesima società per grave inadempienza agli obblighi contrattuali;
- se ha provveduto a vigilare attentamente sui prezzi che la società richiede agli utenti che, da notizie apprese, possono arrivare anche a 1.000 euro per una nuova utenza;
- se ha interessato del problema anche il Prefetto di Agrigento per l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio, ma anche per verificare se ci sono atteggiamenti ostruzionistici che la Girgenti Acque Spa pone in essere in attesa che l’Ato Idrico, da Lei presieduto, definisca e approvi il regolamento idrico al quale la stessa società si deve attenere.
- se ha definito tutti gli adempimenti di competenza dell’Ato Idrico che possono ritardare quanto in questa interrogazione lamentato per far sì che il servizio di gestione delle risorse idriche possa funzionare normalmente come si addice ad un paese civile come dovrebbe essere il nostro.
- se si è attivato, in ultimo, per l’approvazione del regolamento idrico senza il quale non si capisce con quali criteri di legittimità la Girgenti Acque Spa possa stabilire canoni idrici, calcolo dei consumi, modalità di stipula di nuovi contratti e/o volture, modalità e tempi di richiesta di pagamenti che appaiono molte volte illogici e fatti apposta per danneggiare gli utenti e i cittadini.

Agrigento, lì 12/10/2009

Il Consigliere Provinciale
Dott. Ignazio Di Prima

Alle precise argomentazioni inoltrate dal Dott. Ezio Di Prima vogliamo solamente aggiungere:
Attenzione al REGOLAMENTO del gestore privato, citato nell’ultima domanda e bocciato da tutti i Consigli Comunali della Provincia di Agrigento. Era stato definito, dopo un attento esame: vergognoso, offensivo, inaccettabile e quant’altro. Nessuno lo ha ritenuto quantomeno “passabile”! Così com’è non può essere approvato e se ciò dovesse avvenire, l’ATO assume precise responsabilità al cospetto di tutta la popolazione agrigentina che ne subirà le conseguenze.
– E’ bene che i consiglieri provinciali chiedano inoltre al Dott. Eugenio D’Orsi:
1) A che titolo la Provincia Regionale di Agrigento presta, da oltre un anno, il suo Ufficio di relazioni con il Pubblico di Sciacca, due volte a settimana, al gestore privato del servizio idrico?
2) A quanto ammontano le voci inserite nel bilancio della Provincia di Agrigento, che riguardano le spese di gestione di quell’URP di Sciacca?
3) In che percentuale la Girgenti Acque SpA contribuisce ad ammortizzare quella spesa, versando, presumibilmente un “affitto mensile” per usufruire di detto locale? (Non vogliamo pensare che glielo si è concesso a titolo gratuito perchè sarebbe una “scandalosa” vergogna!)

Speriamo di chiarire i nostri dubbi attraverso le prossime interrogazioni dei consiglieri provinciali saccensi, ai quali giriamo le suddette domande alle quali il Presidente D’Orsi non ci ha ancora risposto!


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