Campagna Associativa 2012

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"Che le cose siano cosi' non vuol dire che debbano andare cosi'. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare vi e' un prezzo da pagare, ed e' allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare." Giovanni Falcone


PASSIONE ITALIA
17 Marzo 2011
Una giornata italiana




























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Diciamo NO alla LEGGE BAVAGLIO

Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21, Comma 1.

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. »

In un paese in cui i giornali campano grazie ai finanziamenti pubblici o privati che spesso arrivano perché legati a lobby politiche o economiche affermare che i giornalisti siano già imbavagliati a prescindere dall’approvazione della cosiddetta “legge bavaglio” potrebbe essere paragonabile solo alla scoperta dell’acqua calda.

Se il problema fosse imbavagliare i giornalisti non si porrebbe: loro in pratica lo sono già. Non abbiamo mai visto qualcuno scrivere contro chi gli passa lo stipendio (con le dovute eccezioni per qualche eroe). Il problema è che si desidera imbavagliare chi giornalista non è ma, nonostante tutto, raccoglie e mette a disposizione le informazioni di cui è in possesso.

Dice bene la Gabanelli, nell’appello pronunciato durante la trasmissione “Report” andata in onda il 23 Maggio 2010, quando sostiene che molti di quelli che fanno inchieste e servizi veramente scottanti sono solo pubblicisti, ma noi pensiamo anche ai blogger a chi opera su internet come la nostra Associazione.

Nessuno di queste figure potrà raccogliere abusi e darne notizia senza incorrere nel rischio di una condanna da parte della giustizia italiana.

Quello che ci vogliono imporre non è la responsabilità nella diffusione di notizie, quella c’è sempre stata, tutti possono difendersi in sede giudiziaria per eventuali diffamazioni. Quello che ci aspetta è proprio un giro di vite contro la libera informazione, quella vera, quella non pagata dal potere politico e/o economico di questo paese.

Se questa è la libertà di espressione sancita dalla Costituzione, se questa legge rispetta l’articolo 21, vuol dire che la nostra legge principale per qualcuno è diventata carta straccia.

Milena Gabanelli – Report, 23 Maggio 2010

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