Un’idea di progetto per la biblioteca pubblica di Sciacca


Vogliamo oggi dare spazio alla proposta di progetto sviluppata un anno fa da due studenti di ingegneria. Si tratta di una nuova biblioteca pubblica per Sciacca da realizzare nel lotto attiguo alla nuova chiesa della Perriera, proprio quel lotto che sembra sia destinato ad ospitare un distributore di carburante la cui presenza ha suscitato tante discussioni contrastanti.

Riportiamo qui di seguito motivazioni progettuali, le foto del plastico e la tavola con le idee di progetto sviluppate da Stefano Turturici (lo studente che ci ha contattati) e Giovanni Lo Coco.

Progetto della biblioteca pubblica di Sciacca

Il progetto di una biblioteca pubblica per la città di Sciacca ha posto numerose problematiche sia compositive che più strettamente legate ad un luogo culturale come la biblioteca, che ai giorni nostri necessita di spazi adeguati alle richieste di un’utenza non più vincolata al “libro” come unica fonte di informazioni. Inoltre l’attuale situazione della biblioteca comunale di Sciacca è notevolmente inferiore agli standard per numero di libri e dimensioni degli spazi dedicati. Il progetto ha pertanto cercato di supplire a queste necessità al fine di fornire nuovi stimoli culturali ed un
rinnovato interesse per il luogo “biblioteca”.

Il complesso si posiziona presso la contrada Perriera tra una chiesa in cemento armato a vista e un edificio residenziale di sei piani in un lotto in leggera pendenza di proprietà comunale. Ci siamo pertanto posti l’obiettivo di saturare l’area compresa tra la facciata principale della chiesa e la strada alla quota più bassa al fine di completare il processo di edificazione che l’isolato preso in considerazione che, come i circostanti, ha subito nel corso degli ultimi decenni. Da questa considerazione e da semplici allineamenti derivano due edifici a pianta quadrata dal profilo basso, quasi in contrasto con gli edifici che li affiancano.

Dal punto di vista funzionale, gli spazi sono distribuiti in modo elementare, concentrando le funzioni più strettamente legate ad un biblioteca moderna e la conservazione dei libri (sia a scaffale aperto che a deposito) nell’edificio alla quota più alta. Gli uffici, la sala polifunzionale (e altri locali secondari della biblioteca) sono stati invece collocati nell’altro edificio, che a causa del dislivello è in parte incassato nel terreno.

A questa idea si è presto affiancata quella di basare il progetto intorno ad una maglia regolare in cemento armato a cui si sovrapponesse un “guscio” sporgente e rivestito in alluminio ondulato che facesse da pelle per l’edificio.

Questa pelle tuttavia lascia in più punti intravedere l’ossatura che la sorregge permettendoci di mettere in pratica i concetti di basamento, facciata e coronamento e al contempo svuotare due angoli, divenuti interamente in vetro.

Il dislivello presente ha posto inoltre altri quesiti, legati ai metodi con cui raccordare, implicitamente e non, i due edifici. Se le due passerelle permettono un collegamento fisico, il trattamento dei prospetti ha permesso di fornire continuità, pur conservando la diversità dei due edifici. La scelta di utilizzare il tetto del corpo inferiore come un solarium ha determinato sul tetto rimasse la presenza della sola struttura in cemento armato, che si allinea con la copertura dell’edificio a quota più alta. Anche la pelle prosegue quanto fatto per la biblioteca ma in parte viene in meno l’alluminio e la muratura, sostituiti da un brise soleil in legno, permettendo un passaggio mediato tra il pieno del facciata e il vuoto del coronamento.

L’edificio della biblioteca, sfruttando la maglia strutturale di modulo quadrato, presenta uno spazio centrale a tutta altezza utilizzato come sala lettura su cui si affacciano al piano superiore altri posti lettura. L’anello attorno a questo spazio ci ha permesso di ricavare al piano inferiore gli spazi per un’adeguata gestione della biblioteca e i servizi accessori (sala computer, sala ragazzi, emeroteca) mentre al piano superiore le librerie a scaffale aperto caratterizzano tutto lo spazio.

Analogamente all’operazione fatta in facciata, anche in copertura è possibile notare la sottrazione di un modulo che è stato utilizzato per un cortile interno definendo uno spazio caratterizzato da una maggiore verticalità accentuata dalla presenza di un alto cipresso che, visto dall’esterno, sembra quasi bucare il soffitto.

Foto del plastico e tavola con le idee di progetto.
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