BOLLETTE PAZZE… AVETE PRESENTATO IL RICORSO?


Prendiamo spunto dall’intervento di ieri sul tema delle “bollette pazze” del nostro primo cittadino nonché componente del CDA dell’ATO Idrico di Agrigento:

“Per le bollette idriche sottoposte a ricorso o contestate anche per il tramite del Comune si procederà a nuova verifica e lettura dei contatori. Dopo l’esito della verifica, si procederà eventualmente all’annullamento o alla rettifica delle fatture emesse”. È quanto rende noto il sindaco Vito Bono. “La decisione di avviare una nuova verifica è stata assunta a seguito di un tavolo di concertazione tra l’Ato Idrico, Girgenti Acque e Eas” (fonte INFOAGRIGENTO ).

Appare chiaro che le bollette soggette ad ”eventuale” revisione sarebbero esclusivamente quelle contestate o sottoposte a ricorso, come chiaramente indicato dal sindaco di Sciacca. Ma mentre in altri Comuni della provincia, giusto per citarne un paio: la vicina Ribera e Casteltermini, le amministrazioni locali hanno indicato un termine perentorio per la presentazione dei reclami contro importi esosi e consumi spropositati presenti nelle ultime fatture Girgenti Acque, nella nostra città, nessuno ha fissato scadenze a tal riguardo. E forse possiamo considerare ciò un piccolo vantaggio poiché risulta ancora possibile contestare le cosiddette “bollette pazze”.

Noi de L’altraSciacca invitiamo pertanto tutti i cittadini che hanno riscontrato anomalie nelle fatture idriche ricevute e non hanno ancora inoltrato alcun ricorso, a provvedere, come nostro consiglio di qualche mese fa, alla spedizione o consegna del modulo di contestazione (scaricabile sulla sidebar sinistra del nostro sito), in tempi brevissimi.
Non vorremmo che dalle nostre parti, il gestore privato delle nostre risorse idriche, dopo averci “deliziato” con fatture di importi e consumi che “non stanno né in cielo né in terra”, non solo ne pretendesse il pagamento, minacciando il distacco dell’utenza (come ha già fatto in passato, con metodi “intimidatori”), ma si sentisse autorizzato a negare il diritto alla verifica (e alla successiva rettifica) della bolletta errata poiché “il ricorso non era stato presentato”.
Sarebbe il danno oltre la beffa, “il colmo” di uno status delle cose da cui, ormai, è giusto attenderci “di tutto e di più!”

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