“In ospedale mi sono sentita trattata come un animale” – Lettera accorata di una saccense


Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera di una nostra amica, cui auguriamo una pronta ripresa, e di seguito facciamo alcune nostre considerazioni.

Cari amici de “L’AltraSciacca”,

Vi scrivo perché sento la necessità di parlare di cose che mi sono accadute qualche settimana fa e voi siete il canale attraverso cui voglio raccontare queste cose anche ai miei concittadini.

Si tratta di situazioni che noi saccensi conosciamo già bene (per esperienza) ma che per abitudine, per quieto vivere, per un errato senso di sopportazione o forse per uno scarso senso di cittadinanza, ci sembrano normali. Siamo convinti che questo sia il modo normale di vivere e che non sia possibile vivere in modo più civile.

Andiamo al dunque. Come dicevo, qualche settimana fa sono inciampata in una delle innumerevoli buche non segnalate che caratterizzano i nostri piccoli e sporchi marciapiedi. Dopo la mia caduta ironicamente si è provveduto a identificarla mediante un cartello con su scritto “Buca n°18”. Sono stata immediatamente soccorsa e accompagnata all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca da persone che hanno assistito all’accaduto e che, con l’occasione, ringrazio nuovamente. Fino a qui, tutto nella norma, direte voi …. e no … non è normale trovare dei crateri pieni di pietre in un marciapiedi.Il marciapiedi di una città non è una trazzera.

Continuiamo il racconto. In ospedale sono stata fortunata, c’era poca gente al pronto soccorso e quindi sono stata visitata subito, immediatamente faccio le radiografie (grossa distorsione della caviglia e frattura del malleolo) e poi giungo al reparto ortopedia … e lì il caos. Secondo voi è normale che un solo medico e un infermiere aprano la sala gessi alle 11 del mattino (perché prima impegnati in altre incombenze del reparto) mentre in sala attesa ci sono decine di persone prenotate in attesa di visite di controllo, rimozione gessi, ecc, e altre decine di persone provenienti dal pronto soccorso con grandi e piccoli traumi doloranti? E’ normale che un bambino di 10 anni pieno di graffi e con una evidente spalla fuori posto debba aspettare piangendo il turno per entrare? E’ normale che una donna incinta di 6 mesi con la caviglia fratturata (caduta anche lei per colpa di un’altra buca su un altro marciapiedi) in turno lì dalle 7 del mattino debba aspettare che apra la sala gessi alle 11 e poi debba anche aspettare il turno di quelli prenotati? Pare che la regola alla base del turno sia che dopo due prenotati passa una persona proveniente dal pronto soccorso. E’ normale che per trovare del ghiaccio da mettere sulla caviglia la persona che mi assisteva ha dovuto girare mezzo ospedale fino a quando non ha trovato un infermiere “amico” di un altro reparto che gli ha fatto il “favore”? E’ normale che in una sala d’attesa dove si fanno ore e ore di fila non ci sia un bagno e che per fare la pipì devi bussare ad una vetrata chiusa che ti viene aperta solo se sei fortunato e passa qualcuno dall’altra parte altrimenti te la puoi fare addosso? Io non metto in dubbio le capacità dei medici e degli infermieri del reparto, ma è più che evidente una totale disorganizzazione del reparto. Non so se per mancanza di personale o per incapacità di chi lo dirige, ma la realtà è quella che ho descritto e a farne le spese sono gli ammalati.

Io in quella sala d’attesa mi sono sentita trattata più come un animale che come una persona. Ho visto calpestata la mia dignità di essere umano sofferente e i miei diritti di cittadina a cui vengono chiesti tasse e sacrifici. Io sono di norma una persona tranquilla e pacifica, ma ad un certo punto in quella sala d’attesa ho alzato la voce, soprattutto per quella donna incinta, in attesa lì dalle sette del mattino e che anche grazie alla mia protesta è riuscita ad entrare (dopo mezzogiorno). Da quello che ho sentito questa non è una situazione momentanea ma è una cosa che si protrae ormai da anni e anche i medici non sono contenti.

Allora mi chiedo: come mai nessuno provvede? Nessuno se ne è mai accorto? Nessuno ha mai protestato? Non credo. Spero che di questa vicenda, se non lo hanno già fatto, si facciano carico con forza e determinazione anche il Tribunale dei Diritti del Malato e Cittadinanz@ttiva cui,oltre a voi, va indirizzata la mia segnalazione. Mi chiedo anche: quanto costa al Comune riparare una buca su un marciapiedi? Cinquecento Euro? Quanto costa al Comune pagare i danni ad una persona che, a causa di quella buca, si è procurata una frattura? E quanto al Servizio Sanitario Nazionale?

Le mie sono solo domande, non accuse, e mi piacerebbe capire. Che ci volete fare, ho questo brutto vizio di voler comprendere le cose.

Grazie per la vostra ospitalità.

Lettera firmata

Noi de L’AltraSciacca condividiamo i dubbi e gli interrogativi esposti dalla nostra amica. La riforma portata avanti dall’assessore regionale Massimo Russo ha avuto probabilmente il merito di risanare il settore della Sanità sul fronte economico ma non è riuscita ad ottenere gli stessi risultati sul fronte dell’efficienza che, tranne rare eccezioni, non è mai stata brillante in Sicilia.

Il nostro auspicio è che quanto prima si provveda a risolvere i restanti problemi della sanità siciliana, facendo in modo che all’interno degli ospedali approdino persone valide, scelte per le loro competenze e non per le loro vicinanze a particolari ambienti politici di riferimento. Siamo convinti infatti che soltanto in questo modo potranno essere risolti gran parte dei problemi che ancora oggi ci vedono costretti a rivolgerci a strutture sanitarie site in altre regioni per curare le malattie o riuscire ad individuare le cause dei nostri malanni.

Facciamo anche noi appello al Tribunale dei Diritti per il Malato e a Cittadinanz@ttiva perché facciano sentire ancora più forte la loro voce a tutela dei cittadini, del loro rispetto e delle loro dignità.

Infine, approfittiamo dell’occasione per chiedere alla nuova Amministrazione comunale e al sindaco Fabrizio Di Paola un immediato intervento di manutenzione ordinaria delle strade e dei marciapiedi che, oltre a preservare l’incolumità dei Saccensi, renda le vie cittadine più sicure, agevoli e confortevoli per tutti i numerosi turisti che le affolleranno nei prossimi mesi estivi. Di certo tali interventi eviteranno di dissipare somme di denaro pubblico in esosi rimborsi derivanti da sentenze di condanna per danni, indubbiamente più costosi della manutenzione vera e propria delle strade.

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