Terme di Sciacca: quale sviluppo economico vogliamo per la Sicilia? Lettera aperta a Mattarella, Renzi e Crocetta


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Cittadinanzattiva, in rappresentanza del Comitato “Salviamo le Terme di Sciacca”, composto da gran parte della società civile di Sciacca, impegnata da anni a cercare di salvaguardare un prezioso bene come le Terme di Sciacca, frutto di sacrifici dei nostri avi che, con impegno e senso del bene comune, avevano valorizzato le enormi ricchezze che provenivano dal sottosuolo della nostra città, si vede costretta a scrivere una dura lettera di protesta coinvolgendo anche le più alte cariche dello stato in indirizzo, ritenendo che non si può impunemente ingannare un popolo e un’intera collettività.

Con grande indignazione e amarezza ci siamo visti privati di un enorme volano di sviluppo e di ricchezza causato dall’ignavia e dalla sprovvedutezza di una classe politica che ha, negli anni, depauperato questo grande bene portandolo alla rovina e all’abbandono.

Chi ci dovrebbe governare continua a non capire che il turismo e la valorizzazione dei nostri enormi beni patrimoniali e ambientali sono la vera ricchezza della nostra Sicilia.

Si rincorrono fantomatiche attività economiche che dovrebbero dare lavoro e ricchezza, come per esempio l’idea nefasta di trivellare il nostro bellissimo mare, e si trascurano i nostri monumenti, le bellezze del nostro entroterra, l’agricoltura, la pesca e si abbandona o peggio si boicotta il turismo di cui le Terme sono un elemento importante che può portare ricchezze e benessere alla nostra terra.

Le risorse termali sono in tutto il mondo fonte di ricchezza e lavoro senza possedere le preziose e uniche caratteristiche delle nostre terme, a partire dalle grotte vaporose del monte Kronio uniche al mondo.

Chiediamo solamente, a chi abbiamo delegato a farlo, l’amministrazione degli interessi collettivi e di attivarsi e fare finalmente quello per cui è stato designato.

Ci scusiamo, con le autorità in indirizzo per la durezza del nostro intervento, però non abbiamo altra scelta perché ravvediamo un immobilismo e un pressapochismo da parte dei responsabili della gestione della cosa pubblica che ci preoccupa e ci delude.

In questi mesi abbiamo dovuto assistere a Sciacca a una passerella di personaggi politici e di amministratori pubblici che sono venuti nel nostro paese a illuderci affermando che le Terme non dovevano chiudere perché erano importanti non solo per il nostro territorio ma anche per tutta la Sicilia, per poi, improvvisamente, mentre si auspicavano attività volte al rilancio dell’azienda termale, assistere impotenti alla chiusura definitiva delle nostre Terme.

A nulla sono valse le proteste dei cittadini, le raccolte di firme e le soluzioni operative proposte dal nostro sindaco che, con i conti alla mano, ha dato varie soluzioni al governo della Sicilia, tutte desolatamente bocciate a priori.

Ravvisiamo purtroppo una precisa volontà politica, da parte della Regione Siciliana, di abbandonare a sé stesso questo nostro territorio e riteniamo che con la chiusura delle Terme di Sciacca si assassinerà un’intera città e anche il suo hinterland che ricava dal turismo una risorsa economica importante per il suo sviluppo e la sua crescita.

Auspichiamo che questa nostra lettera faccia risvegliare una classe politica, quella siciliana, che ci sembra dormiente e incapace di sfruttare le tante potenzialità della nostra terra, aspettiamo fiduciosi riscontri positivi e soluzioni immediate.

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