Relazione 2016 di Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato Sezione di Sciacca


PREMESSA

Pezzo estrapolato dal Bollettino Della “Conferenza dei Comitati Consultivi aziendali” della Regione Siciliana del 31 dicembre 2016

Si chiude un anno strascicato nella Sanità regionale, senza aver risolto le carenze di personale e di risorse finanziarie sottratte al S.S.R. dal baratto inconfessabile con lo Stato, che mantiene tuttora il margine di contribuzione della Sicilia per la spesa sanitaria al 49% (aliquota massima imposta alle regioni in deficit), dopo ben tre anni di rientro raggiunto del deficit sanitario. Circa 600 milioni di euro che si preferisce dirottare alle politiche clientelari, assistenziali ed improduttive, in primis al bacino elettorale dei forestali anziché a concorsi e assunzioni stabili per medici e infermieri ormai indispensabili. Di queste accondiscendenze continua a rendicontare la rubrica verso la nuova rete ospedaliera.

Piermilio Vasta

OSPEDALE DI SCIACCA “Storia infinita”

L’anno 2016, come pure era successo per il 2015, ha visto il nostro Movimento, affiancato dalla società civile di tutto il territorio, protagonista nella difesa del “Giovanni Paolo II” che è a tutt’oggi sempre più minacciato da una politica miope e inqualificabile che continua imperterrita a non voler governare la sanità nell’interesse del cittadino, ma che si ostina a difendere interessi di bottega paralizzando di fatto la realizzazione di un sistema sanitario che vada incontro realmente ai bisogni dei cittadini, causa di un eccessiva emigrazione verso le regioni del nord Italia.

La definizione della rete ospedaliera e lo sblocco dei concorsi, che doveva essere la soluzione ai molti problemi di tutta la sanità siciliana, si è impantanata in un balletto vergognoso tra il governo centrale e quello regionale con la conseguenza di un enorme ritardo che sta mettendo in serio pericolo il diritto alla salute dei cittadini.

L’aver classificato, nella bozza della rete ospedaliera, il nostro ospedale, che ricordiamo, è ospedale riunito con quello di Ribera, come ospedale di base, non fa che testimoniare l’inettitudine, l’incapacità e l’ignoranza della nostra classe dirigente a governare la sanità.

Infatti, questa decisione dimostra o la mala fede o la non conoscenza dei reali bisogni sanitari del nostro territorio.

Infatti, un territorio come il nostro, con un’utenza potenziale di oltre 150.000 abitanti, con ospedali spoke non raggiungibili in tempi necessari alle urgenze, non può essere ridotto a ospedale di base perché questo comprometterebbe la salute e la stessa vita di numerosissimi cittadini.

Tutto quanto detto e avvalorato dal fatto che nonostante le numerose affollatissime assemblee cittadine di protesta con la presenza di tutti i sindaci del territorio non si è riusciti ad avere risposte certe sul futuro del “Giovanni Paolo II”.

Il “comitato sanità” di cui fanno parte attualmente, oltre 40 sodalizi e tutti i sindaci del comprensorio, costituitosi già nel 2015 a seguito dell’abbandono strutturale del nosocomio e anche per le esigue risorse umane disponibili, ha cercato in tutti i modi d’interloquire con le istituzioni regionali per avere risposte certe e certificate sul futuro del nosocomio, ma il silenzio della politica è assordante..

Sicuramente, se non si otterremo riassicurazioni e riscontri a breve sul futuro della nostra realtà sanitaria, si dovrà alzare il tiro e fare azioni eclatanti con proteste anche forti perché con la salute dei cittadini non si scherza.

REPORT PRESIDIO OSPEDALIERO DI SCIACCA

Le segnalazioni dei cittadini del 2016 hanno riguardato in genere criticità già esistenti nell’anno precedente con un numero sempre maggiore di cittadini che denunciano l’abbandono strutturale del nosocomio che continua ad essere trascurato dando l’impressione che non ci sia un vero controllo da parte di chi dovrebbe dirigere il nosocomio.

Principali criticità del “Giovanni Paolo II”

  • il protrarsi dell’emergenza “ascensori” troppo spesso rotti o che si bloccavano con utenti chiusi dentro, ha comportato sicuramente il maggiore disagio per i cittadini;
  • il sovraffollamento del pronto soccorso aggravato da ambienti inadeguati, con personale sanitario insufficiente spesso mancanza di barelle, sedie a rotelle biancheria, come cuscini e coperte hanno reso ancora più difficile la vita ai degenti ma anche ai sanitari; inoltre l’insufficienza di posti letto nei reparti costringe molti malati a soggiornare per giorni nelle sale di attesa del Pronto Soccorso;
  • i ritardi eccessivi da parte degli uffici tecnici a intervenire nella riparazione di macchinari e attrezzature indispensabili all’attività sanitaria è continuata a sussistere, nonostante che il T.D.M., per iscritto, ha richiesto alla dirigenza interventi urgenti specialmente per la radiologia che molto spesso è stata costretta ad interrompere la sua attività specialmente per gli esterni;
  • il vitto, nonostante che la qualità sia discreta, lascia, molto spesso, i degenti insoddisfatti sia perché la dirigenza non è riuscita a sottoporre il menù ai ricoverati e anche perché non esiste un sistema efficiente di somministrazione delle vivande;
  • le prenotazioni al CUP, se non si possono fare personalmente, si dovrebbero effettuare al Numero Verde centralizzato per tutta la provincia di Agrigento, però ciò comporta lunghe attese al call-center del numero verde che, per l’insufficienza di personale non riesce a soddisfare tutte le richieste, abbiamo ricevuto molte segnalazioni per tale disservizio, le abbiamo girate alla dirigenza e all’URP provinciale che si sono impegnati, per iscritto, a incrementare il personale. Auspichiamo che l’impegno venga onorato, però riteniamo che si dovrebbe, come avviene in moltissime altre aziende sanitarie aziendali della Sicilia, poter fare la prenotazione sia al N. V. come pure per fax o per via interinale per dare la possibilità ai cittadini di scegliere il mezzo più consono alle proprie esigenze.
  • per ultimo continua a persistere l’enorme insufficienza numerica del personale sanitario.

REPORT SERVIZI TERRITORIALI

Ci soffermeremo poco sui servizi territoriali poiché, sia il 2015 come pure durante tutto il 2016, siamo stati costretti a impegnare tutte le nostre energie nella difesa dell’ospedale, vera e immediata emergenza sanitaria, questo ci ha impedito un attento monitoraggio dei servizi territoriali.

Dalle segnalazioni dei cittadini si evince comunque che poco sia cambiato dagli anni precedenti, sicuramente, anche se i servizi sono qualitativamente migliorati, però restano sempre insufficienti e troppi cittadini ancora fanno riferimento, per i loro bisogni sanitari, a strutture private non convenzionate specialmente per alcune specialistiche.

Inoltre le statistiche ci danno ancora troppi casi impropri che arrivano al pronto soccorso o nei reparti ospedalieri, prova di deficienze del territorio e di una rete della medicina di base che non funziona.

CONCLUSIONE

Auspichiamo che coloro che ci governano, sia alla Regione come pure a Roma, prendano consapevolezza della gravità della situazione sanitaria siciliana e che si adottino gli opportuni provvedimenti per sbloccare immediatamente i concorsi e definire la rete ospedaliera tenendo conto delle vere necessità e dei bisogni dei territori.

Inoltre crediamo di primaria importanza che tutta la dirigenza dell’ASP di Agrigento, sia generale che del presidio, s’impegni a superare la grave situazione strutturale e l’abbandono degli ambienti interni ed esterni dell’ospedale.

Sciacca, 31 dicembre 2016

La responsabile Calogera Piazza

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