Congresso Fijet in Tunisia sul turismo sostenibile


La crisi economica mondiale, che ha toccato quasi tutti gli ambiti della nostra vita, sembra aver “graziato” il settore turistico internazionale. Nel 2016 il giro d’affari internazionale e’ stato di 1.260 miliardi di dollari e il numero di viaggiatori ha quasi raggiunto il miliardo e 200 mila persone.
Al fine di incrementare il turismo e rafforzare la pace fra i popoli i giornalisti della Fijet si sono dati appuntamento in Tunisia, dove dal 19 al 24 ottobre si confronteranno sulla tematica del “turismo sostenibile”. Nella circostanza effettueranno delle visite a Gammart-, Yasmine Hammamet, Nabeul, Kantaoui, Sousse, Sfax, Mahdia, Aghlabite e Monastir per immortalare e apprezzare le bellezze di questa stupenda citta’ del mediterraneo.
Dal rapporto “Italiani, turismo sostenibile ed ecoturismo”, pubblicato da Ipr Marketing e Fondazione Univerde, gli italiani che dichiarano di praticare un turismo sostenibile e responsabile sono circa il 16 per cento. E’ molto importante per il presidente della Fijet Italia Giacomo Glaviano “la presenza di strutture e servizi turistici realizzati in modo da non distruggere o penalizzare il panorama, il mare e l’ambiente, lasciando la costa allo stato naturale”.

Il turismo sostenibile per l’americana International Ecotourism Society e’ quella di “un viaggio responsabile nelle aree naturali che preserva l’ambiente e migliora il benessere delle popolazioni locali”.
Una spiaggia pulita e protetta conviene a tutti essendo fonte di reddito e un valore economico, distruggerle con le speculazioni o privatizzandole non avvantaggia certamenete nessuno. Il turismo sostenibile non va contro l’attività edilizia, pero’ è inutile e dannoso costruire sulle spiagge o nelle vicinanze mettendo a rischio l’afflusso turistico dell’intera area. Oggi una spiaggia ancora allo stato naturale vale oro ed e’ fonte di reddito per tutta la comunità locale.
Secondo l’Epi (Environmental performance index) i piu’ rispettosi dell’ambiente sono solo 10 paesi su 180 presi in esame: nell’ordine, Finlandia, Islanda, Svezia, Danimarca, Slovenia, Spagna, Portogallo, Estonia, Malta e Francia (l’Italia e’ 29esima).

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