L’ATI di Agrigento a rischio commissariamento


 

  

Incredibile ma vero!!! Giusto quando l’ATI (Assemblea Territoriale Idrica) trasmette la diffida al gestore Girgenti Acque al fine di procedere alla risoluzione del contratto, alla VI° commissione salute all’ARS presieduta da Margherita La Rocca Ruvolo, sembra che qualcuno voglia chiedere alla Regione di commissariare l’ATI di Agrigento  al fine di procedere alla rescissione del contratto in danno come conseguenza del rischio salute determinato dai 14 depuratori non a norma già sequestrati dalla magistratura, che è sicuramente quanto di meglio sperare la stessa Girgenti Acque.

Andando nei fatti e molto schematicamente, facciamo presente che:

– la sostituzione del soggetto gestore del SII nella gestione degli impianti di depurazione è già stata oggetto di appositi provvedimenti della Procura di Agrigento e questo previo coinvolgimento di autorevoli tecnici;

– la risoluzione in danno è già stata avviata dall’ATI e non solamente per i fatti lamentati nel corso dell’incontro;

– la mancata gestione e l’inquinamento perpetuato, sono da sempre state denunciate e rappresentano per la gravità causa di risoluzione di diritto ex art 1456 ai sensi delle clausole risolutive espresse della Convenzione nell’art. 38;

– commissioni d’inchiesta, commissariamenti e altre sostituzioni a nomina politica sono stati nel recente passato esperienze disastrose in danno agli utenti ed ai cittadini, con probabili dinamiche poco trasparenti e controllabili.

Senza voler aggiungere altro, si rappresenta che l’attivazione di una procedura così delineata potrebbe recare grave rallentamento, illogico e infondato, al percorso di diritto già avviato dall’ATI.

Pertanto, ove ciò accadesse, a chi si dovrebbero chiedere  le ragioni di un simile operato e del danno erariale e/o patrimoniale causato?

Ma diciamo noi di Inter.Co.PA , è possibile che l’unica ATI della Regione Sicilia regolarmente costituita, che ha proceduto ad avviare il processo di risoluzione trasmettendo la diffida al gestore e concedendo allo stesso 90 giorni di tempo per il ripristino delle contestazioni rilevate, possa essere commissariata? Peraltro, quanto contestato nella VI° commissione, come già detto, è  quanto, tra le altre cose, l’ATI ha contestato. Così come la stessa magistratura. Che la VI° commissione abbia affrontato il problema è meritorio, ma che si voglia o si possa chiedere il commissariamento dell’ATI, più che apparire come chi intende accelerare e risolvere il problema con poteri sostitutivi, che paradossalmente bloccherebbero proprio quanto è auspicato e voluto,  sembra potere sortire effetti contrari. Oltretutto, considerato che l’ATI  ha previsto 90 giorni per le risposte e il ripristino di quanto contestato, l’ipotesi del commissariamento appare tanto intempestivo quanto come chi voglia ingarbugliata il tutto.

La speranza di noi di Inter.Co.PA è che abbiamo capito male e che qualcuno chiarisca.                                                                               

 

                                                                                                    Inter.Co.PA

Il Coordinatore

Franco Zammuto

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