Stoppa la Piattaforma: ritorna l’allarme “trivellazioni” nel Canale di Sicilia


Facciamo nostre le preoccupazioni di Mario Di Giovanna, coordinatore del Comitato Stoppa la Piattaforma di cui la nostra associazione fa parte, auspicando un pronto intervento da parte di chi di competenza per evitare il rischio di danni irreparabili per l’ambiente e per l’economia locale e regionale.

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LE TRIVELLE SONO TORNATE NEI BANCHI DEL CANALE DI SICILIA

Grazie a una segnalazione della nostra amica e compagna di lotte Maria Rita D’Orsogna, siamo venuti a scoprire che una nostra vecchia conoscenza, la Audax, ha stretto un accordo con un’altra società petrolifera per sfruttare i giacimenti che ci sono nel Canale di Sicilia. Tutti i particolari li potrete leggere sul suo blog nell’articolo che per comodità riportiamo qui a seguire.

I Signori della Audax che pensavamo sconfitti sono tornati per trivellare i nostri banchi (Avventura, Talbot, Graham, etc.) in pieno Canale di Sicilia, a due passi da Pantelleria e a poche miglia da Sciacca.

Attendiamo a questo punto un segnale normativo chiaro, forte, veloce e inequivocabile da parte del Governo. E non fra settimane, ma ADESSO.

Perché se la Audax si sta muovendo e stringe accordi commerciali per trivellare nel nostro mare è perché pensa che evidentemente lo può fare. Considerate che erano rimasti silenti da almeno 7-8 anni e si fanno vivi ora!

Perché pensano di avere condizioni politiche favorevoli tanto da firmare accordi economici operativi?

E se si stringono accordi commerciali e cominciano ad esserci in ballo centinaia di milioni di euro, poi dire di no diventa difficile anche da parte di questo Governo.

Non vorrei che il nostro Canale di Sicilia faccia la stessa fine dell’ILVA a Taranto e del TAP in Puglia.

Qui di seguito il post di Maria Rita.

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La Audax torna all’assalto di Pantelleria con Nilde, Naila e Norma. Sergio Costa, che fare?

“The transaction is conditional upon the Italian Licensing Authorities ratifying the License.”

Cioe’ sta a noi, sta a Sergio Costa dire di no a questa mostruosita e fermare gli avvoltoi della Audax, che dall’Australia vogliono venire a trivellare Sicilia, Pantelleria e il Banco dell’Avventura.

Torna in Sicilia la beneamata Audax Energy, la sussidiaria italiana della ADX energy, una microditta dalle macroambizioni che dall’Australia vuole venire a trivellare Pantelleria e dintorni.

Si tratta del permesso D363 CR-AX gia’ sede di tante battaglie ambientali che contiene i giacimenti Nilde, Norma e Naila nel bel mezzo del banco dell’Avventura e del banco di Talbot. Queste aree marine sono ricchissime di biodiversita’, pesci di ogni genere, e amate dai sub di tutto il mondo, fra cui il mio amico Guido Picchetti.

La Audax annuncia infatti di avere firmato degli accordi con la SDP Services Limited per spartirsi la concessione al 50%. In cambio della cessione di meta’ concessione, la SDP eseguira’ i lavori fino ad un massimo di 20.82 milioni di euro.

L’asino casca qui.

I nostri amici australiani dicono che “la transazione e’ subordinata all’approvazione della concessione da parte del governo italiano”.

Cioe’ sta a noi decidere se affidare il banco dell’Avventura e di Talbot a questi predatori australiani che hanno gia’ fatto tutti i loro conti in tasca.

Non e’ ben chiaro cosa stia facendo il Ministro Sergio Costa in temi di petrolio. Quantomeno sarebbe utile far sapere a questi soggetti che il governo italiano non intende rilasciare tale concessione, di modo che tutti si mettano il cuore in pace. Anche una qualche parola dal Ministro del Sud, Barbara Lezzi, non ci starebbe male.

Una delle tante cose che ci sono state dette in questi mesi sul TAP per esempio, e’ che non si puo’ rescindere il permesso a causa di accordi prestabiliti.

Bene, qui gli accordi non ancora ci sono, e quindi *prima* il governo dice a questi che non vogliamo trivelle nel mare di Pantelleria e *meno* investimenti, inciuci, accordi e devastazione dei nostri mari ci saranno.

Lo sanno Barbara Lezzi e Sergio Costa di questi intenti della Audax? Se si, cosa hanno da dire ai siciliani, ai sub, agli italiani? Cosa hanno detto o fatto finora?

Io ho letto tutte queste cose dai comunicati agli investitori di questi ultimi giorni.

Torniamo ai nostri lupi in fabula.

Se il governo approva, la Audax cedera’ il 50% dei suoi interessi alla SDP che gestira’ la concessione; la SDP potra’ pure prendersi il 5% di profitti futuri in aggiunta.

Ma perche’ poi la Audax si va ad accoppiare con questa SDP? Perche’ non se la trivella da sola Pantelleria? Perche’ gia’ a Gennaio 2018, il governo italiano fece sapere alla Audax che non aveva sufficienti fondi per trivellare, e di qui la ricerca di un partner.

Mmh. A Gennaio 2018 il Ministro dell’Ambiente era Gianluca Galletti. E’ stato lui a dire queste cose alla Audax? Il Ministro dell’Economia era Pier Carlo Padoan. E’ stato lui?

Chi lo sa.

La SDP e’ privata e ha sede a Londra. A quanto pare e’ carica di contanti. Hanno pure a disposizione trivelle, apparecchiature per le ispezioni sismiche, e’ esperta di fracking e ha pure attrezzature specifiche per il soggiorno dei lavoratori a mare.

E infatti in capo della Audax d’Australia, Ian Tchacos, dice che spera che grazie all’accordo con la SDP tutto si risolvera’ e che possano presto concretizzare.

Nilde si trova a 100 metri di profondita’ nel Canale di Sicilia, a 60 chilometri da Pantelleria. Gia’ durante gli anni 1980 erano estratti 20 milioni di barili, e le stime della Audax sono di altri 34 milioni di barili che attendono di essere riportati in superficie.

Si stima invece che Norma e Naila abbiano fra i 2 e 16 milioni di barili di petrolio.

Come sempre e’ petrolio-monnezza, come quasi tutto quello italiano, e quindi c’e’ bisogno di operazioni in loco per eliminare le inpurita’, per la maggior parte sulfuree.

E questo e’ strabiliante: *avevano inizialmente proposto di ancorare una FPSO nel banco dell’Avventura e di Talbot*.

Ora per uno che non legge questo blog, forse la gravita’ delle righe di cui sopra non e’ chiaro, ma chiunque abbia seguito le mie tribolazioni in Abruzzo, sapra’ che una FPSO e’ una “Floating Production and Storage Offtake” unit, una nave raffineria ancorata vicino al punto di estrazione il cui solo scopo e’ quello di eliminare lo zolfo e di rilasciare fumi tossici in ambiente.

Cioe’ sara’ una nave-raffineria sputa veleni e sputa zolfo. 24 ore su 24. 365 giorni l’anno. Un mostro insomma.

Gli squattrinati della Audax pero’ dicono che hanno pensato ad una alternativa “veloce” dove si usa la flessibilita’ degli “alberi secchi” (non sto scherzando!) e non meglio specificati macchinari in affitto. Infatti dicono: “ADX’s fast-track, technically robust and low capex development concept involves using the flexibility of dry trees and leased equipment, as opposed to its original option of a floating production and storage offtake facility.” Chi dovra’ fornire questo “concetto veloce” e’ la Calm Oceans Pte.

Questa Audax non e’ nuova ai mari italiani: e’ la titolare di altre concessioni fra Italia e Tunisia, fra cui il Dougga gas condensate e il Lambouka gas discovery. Ha altre concessioni pure in Romania.

Ai suoi investitori la Audax dice che gia’ nel Maggio 2014 aveva proposto di sfruttare la concessione d 363 CR AX, dove si prevedevano ipsezioni sismiche per un costo di lavori preliminari di 300mila euro, di altri 520mila euro per poi eseguirle queste ispezioni sismiche, e poi la bellezza di 20 milioni di euro per trivellare il pozzo. La Audax ha gia’ speso in questi anni 950mila euro, sfondando le previsioni e quindi vorrebbe accelerare i tempi.

Ora a noi italiani non ce ne deve importare una trivella secca dei costi della Audax. Se ne devono tornare a casa loro, e lasciare i nostri mari cosi’ come sono. Non vogliamo ne’ FPSO, ne’ alberi secchi, ne’ contratti con partner o con ditte terze.

Io vorrei solo poter gridare a gran voce a questi politici italiani che e’ tempo di agire, di non essere passivi, e di dire alla Audax il prima possibile: adios.

Caro Sergio Costa, Cara Barbara Lezzi, qualsiasi cosa stiate facendo, non c’e’ tempo da perdere.

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