Saccensi illustri: MARIANO ROSSI


Continua il nostro viaggio nel tempo tra i saccensi che con la loro arte e fama hanno dato lustro anche alla città di Sciacca. Questa volta è il turno di parlare di Mariano Rossi.

Mariano Rossi nasce a Sciacca l’8 dicembre del 1731 da padre artigiano, Francesco Russo, e madre casalinga, Margherita Cottone. In realtà il suo vero nome era Mario Antonino Russo, ma lui stesso pensò a cambiarlo. Insieme alla bravura donatagli dalla natura, ebbe la fortuna di incontrare nel suo percorso di vita sempre ottimi maestri che seppero indirizzarlo bene nel campo dell’arte e che individuarono in lui i segni del vero artista. Gaspare Testoni a Sciacca, Filippo Randazzo a Palermo, Francesco Solimena a Napoli furono solo alcuni dei maestri che lo seguirono nella sua giovinezza. Viaggiò molto recandosi spesso anche a Roma ma non dimenticando le proprie origini siciliane.

Tra il 1767 ed il 1768 realizzò molte opere a Sciacca degne di nota:
Deposizione della croce”, “Madonna della Luce” e la “Sacra Famiglia con S.Elisabetta, Zaccaria e San Giovanni” nella Chiesa di San Francesco di Paola; “La Vergine che consola le anime” nella Chiesa del Purgatorio e l’ ”Assunzione di Maria Vergine” nella Chiesa delle Giummare. Ma sono fuori della Sicilia le sue opere più importanti, quelle che lo hanno consacrato tra i grandi della pittura.

Nel 1780 fece un affresco per il Palazzo Reale Sabaudo alla corte di Carlo Emanuele III, nel 1781 affrescò la volta del salone d’ingresso di Villa Borghese con “Camillo che scaccia i Galli” considerato il suo capolavoro e nel 1787, forse l’incarico più prestigioso, affrescò la volta del salone della Reggia di Caserta con “Le nozze di Alessandro Magno con Rossana”. Dipinse anche all’interno del Duomo di Palermo e nella Chiesa di Santa Maria all’Ara Coeli. Dal 1804 al 1806 diresse inoltre l’Accademia del Disegno di Palermo.

Il suo stile pittorico è chiaro e assai cromatico, con grandi effetti decorativi. A dimostrazione della sua importanza sta il fatto che i suoi incarichi venivano quasi sempre da sovrani o eccezionali autorità come cardinali, principi o ricchi borghesi. Fu autore assai prolifico tanto che molti studiosi ritengono che ancora non sia stato recuperato ed attribuitogli tutto il proprio lavoro artistico.

Concluse la sua vita, in solitudine, a Roma il 4 ottobre del 1807 e venne sepolto nella Chiesa di Santa Susanna.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.