Lettera del Comitato civico di Sciacca “Salviamo l’Emodinamica” al presidente Crocetta



Al Presidente della Regione Sicilia
Dott. Rosario Crocetta
All’Assessore Regionale alla Sanità
Dott.ssa L. Borsellino

Presidente,

Da alcuni giorni un nutrito gruppo di cittadini di Sciacca, convinti che la partecipazione attiva alla vita sociale e civile della propria comunità è un diritto/dovere al quale non bisogna sottrarsi e forti anche della convinzione che il livello dell’assistenza sanitaria misura il grado di civiltà di una comunità e di un territorio, si sono costituiti nel Comitato civico “ Salviamo l’Emodinamica”.

Tutto ciò nasce dalla preoccupazione che sia in atto il tentativo di ridimensionare il livello qualitativo del servizio sanitario nel nostro territorio attraverso il declassamento di una serie di servizi e in maniera specifica l’U.O. Complessa di Emodinamica, un servizio che praticamente salva la vita ai cittadini.
Ciò in contrasto anche al dato inconfutabile che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e il loro impatto in termini di mortalità, morbosità e sui ricoveri ospedalieri si mantiene elevato, rimanendo il primo problema di sanità pubblica. Pertanto non si capisce perché una U.O. nata come struttura complessa dieci anni fa, che ha svolto un servizio di alta professionalità, che è stata centro di riferimento regionale, debba essere ridimensionata.

La Direzione Generale dell’A.S.P. di Agrigento continua la sua opera di smantellamento della nostra struttura Sanitaria e dell’Ospedale di Ribera in favore dell’Ospedale di Agrigento, secondo un strategia ben precisa.
E’ partita nei giorni scorsi dalla Direzione la proposta di “rimodulazione” dell’U.O. Complessa di Emodinamica e il suo accorpamento con Agrigento, tale proposta appare di peculiare gravità e viene effettuata in coincidenza con la scadenza del contratto di primario del Dott. Saccone noto e stimato emodinamista, non solo in Sicilia. .
Tutto ciò in netto contrasto con quanto previsto dall’Assessorato Regionale alla Sanità in particolare al decreto del 24/6/2011 “RETE IMA IN SICILIA” dalla quale si evince che l’U.O. di Emodinamica di Sciacca è centro di riferimento non solo per Sciacca e il suo hinterland, ma anche parte del territorio della provincia di Trapani e Palermo (Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Salemi, S. Ninfa, Partana, Giuliana, Camporeale, Poggioreale, Salaparuta, Corleone,ecc..).

Ci risulta che nel 2012 tale U.O. ha svolto circa 1300 procedure diagnostiche e interventistiche. Di queste oltre 500 hanno riguardato procedure interventistiche sul distretto coronarico (rif. centri ad alto volume >400); 180 hanno riguardato procedure urgenti in corso di infarto del miocardio (salvavita) (rif. centro ad alto volume >100; oltre 40 sono state le procedure di vascolarizzazione del distretto periferico e carotideo. La provenienza dei pazienti sul totale delle procedure in elezione è del 70% dal distretto di AG e del 30% dal distretto di TP. Per le procedure urgenti la provenienza è rispettivamente del 60% e 40%.

Lo scellerato progetto della direzione dell’ASP AG1 sarebbe stato formalizzato in un documento del 28 dicembre 2012 nel quale a proposito dell’U.O. di emodinamica di Sciacca si legge una nota a margine che recita: “emodinamica solo P.O. Agrigento”.
Le scomposte reazioni dei vertici dell’ASP di Agrigento, malamente dissimulate dietro formali quanto contorte smentite, hanno aumentato, anziché fugare, le perplessità sul futuro dell’U.O. di emodinamica di Sciacca. L’alibi che farebbe dipendere il mancato rinnovo dell’incarico di direttore di questa preziosa struttura (ma anche di quelle delle U.O. di Ginecologia, di Pediatria, di Ortopedia) da un formale ossequio alle disposizioni assessoriali è facilmente confutabile dal conferimento degli incarichi riguardanti i direttori delle U.O. di Anestesia e Rianimazione, Oftalmologia, Facility Management (!), già deliberati, nonché dalla istituzione di una U.O. complessa comprendente i presidi di PS di Canicattì e Licata.
Per cui, piuttosto che ripiegare su stucchevoli dispute cartacee o sull’esegesi di questo o quel documento, i vertici dell’ASP AG1 hanno un solo modo per smentire quelle che, secondo la loro interpretazione, sarebbero speculazioni o illazioni: procedere senza esitazioni a concludere l’iter per il rinnovo degli incarichi dei direttori delle U.O. in scadenza presso il P.O. di Sciacca, a partire da quella di emodinamica, seguendo, né più né meno, le procedure adottate per quelle già rinnovate.

La vocazione dirigistica e autoreferenziale dei vertici dell’ASP AG1 basata forse sull”erronea ipotesi che il ridimensionamento delle U.O. complesse a strutture semplici nel distretto di Sciacca non avrebbe altra conseguenza che lo spostamento dell’utenza verso Agrigento è destinata a rivelarsi per quella che è: una pia illusione. Le manovre in atto, di cui quella dell’Emodinamica rappresenta solo l’esempio più eclatante, per motivi culturali, ma anche logistici e legati alla rete dei trasporti avrebbero come unica conseguenza la migrazione di molti pazienti di questo bacino verso i P.O. della Sicilia occidentale, Palermo in primis, se non di quelli extraregionali.
A mò di esempio, la migrazione del responsabile del servizio di oncologia di Sciacca verso un centro di superiore livello a Palermo si è accompagnata alla riduzione di circa il 40% degli accessi per tali prestazioni prima gravitanti sulla struttura di Sciacca. Con i disagi che è facile immaginare per i malati e le loro famiglie. Ancor di più, quindi, si imporrebbero forme di consultazione, piuttosto che di prevaricazione, delle comunità locali e dei rappresentanti dei professionisti della sanità nella programmazione delle strutture assistenziali che ricadono nelle competenze dell’ASP AG1.

Con l’augurio, sig. Presidente, che un autorevole suo intervento, insieme all’Assessore al ramo, possa ridare tranquillità ai cittadini del distretto di Sciacca e agli operatori sanitari per un’assistenza rispettosa dei loro bisogni e delle loro aspettative, cogliamo l’occasione per porgerle i più cordiali auguri di buon lavoro.

Comitato civico “ Salviamo l’Emodinamica”

 

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