Nuove trivelle siciliane – D33 GR AG e D28 GR AG



“Eni è oggi più che mai un’azienda vicina, aperta e dinamica. I suoi valori chiave sono la sostenibilità, la cultura, la partnership, l’innovazione e l’efficienza”.

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Tra i punti A e B c’e’ la tutela integrale. Il posto giusto per una trivella.

E’ festa grande all’ENI. Adesso ci sono altre due concessioni al largo delle coste di Sicilia depostitate presso i ministeri romani e per i quali c’e’ tempo fino a 6 e al 9 Luglio per mandare osservazioni.

Si tratta della D33 GR AG e della D28 GR AG, entrambe dell’ENI con partecipazione Edison e adiacenti, in cui si vuole fare acquisizione sismica con airgun su un’area di 100 chilometri quadrati (D 33) e su 450 chilometri quadrati (D28) e la perforazione di un pozzo esplorativo della profondità complessiva di 1600 metri. L’istanza si estende per 154 chilometri quadrati a 20 chilometri da Licata, in provincia di Agrigento e a 23 chilometri sia da Gela che dalla provincia di Ragusa.

La profondità del mare varia da 350 a 900 metri nelle due concessioni, per cui si tratta di acque profonde (e pericolose).

I comuni interessati sono Acate, Butera, Gela, Licata, Ragusa, Santa Croce Camerina, Vittoria sparsi fra le province di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa.

Ovviamente questa concessione non è sola, ma ce ne sono diverse altre a tappezzare i mari di Sicilia: come per tutti i mari d’Italia è un continuo che abbraccia tutto il contorno dell’isola. Cambiano nomi, titolari e perimetri, ma sempre buchi e trivelle sono che puntellineranno tutto il litorale siciliano se nessuno fa niente.

Come giustifica tutto questo l’ENI? Con le solite balle che secondo me neanche loro ci credono:

L’alternativa zero, ovvero la non realizzazione delle opere, è stata considerata non applicabile in quanto il progetto, può risultare estremamente vantaggioso per l’Italia, permettendo di ridurre la dipendenza energetica dall’estero attraverso lo sfruttamento delle risorse presenti sul territorio nazionale sia marino sia terrestre.

La mancata realizzazione del progetto porterebbe a non sfruttare una potenziale risorsa energetica ed economica del territorio attraverso la produzione di idrocarburi da immettere nella rete di distribuzione nazionale.

Qualcuno deve ancora spiegargli che tutto il petrolio d’Italia non servirebbe a soddisfare che una parte piccolissima di fabbisogno nazionale e che di vantaggi per l’Italia non ce ne sono – quelli sono solo per le tasche di Scaroni e dei loro investitori.

Ad ogni modo ecco qui le zone protette nelle vicinanze della concessione D33 GR AG

Siti ZPS (Zone di protezione speciale)

  • ITA 050012 Torre Manfria Biviere e Piana di Gela che si spinge per un tratto anche a mare e che dista circa 22.2 km (circa 12 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.

Siti SIC (Siti di importanza comunitari)

  • ITA 040010 Litorale di Palma di Montechiaro a circa 29 km (circa 16 miglia marine nel punto più prossimo) a Nord – Est dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;
  • ITA 050011 Torre Manfria a circa 22,2 km (circa 12 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;
  • ITA 050001 Biviere e Macconi di Gela a circa 24,5 km (circa 13,2 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;
  • ITA 080004 Punta Braccetto Contrada Cammarana a circa 23,6 km (circa 12,7 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;
  • ITA 080001 Foce del Fiume Irmino a circa 33,3 km (circa 18 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.
  • ITA 080010 Fondali Foce del Fiume Irmino a circa 34,6 km (circa 18,7 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.

Siti IBA (Important bird watching)

  • 166 Biviere e Piana di Gela – Important Bird Area a circa 22 km (circa 11,8 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza che ricade parte sulla costa e parte in mare.

Ci sono poi varie “aree di notevole interesse pubblico” a circa 20 chilometri dalla concessione

tratto di costa di contrada Branco Piccolo sita nel Comune di Ragusa

  1. zona di Falconara;
  2. zona di Manfria;
  3. zona del lago di Biviere;
  4. zona di Punta Braccetto;
  5. territorio comprendente il Fiume Irminio e zone circostanti nei Comuni di Scicli, Ragusa, Modica e Giarratana

e poi ci sono Beni archeologici sommersi, in prossimità della costa, a circa 23,5 km (12,7 miglia marine) l’Area Marina di Tutela Archeologica in Località Bulala del Comune di Gela dove sussiste una Zona di Tutela Integrale dove sono vietati:

  • il transito, la sosta e l’ancoraggio di qualsiasi unità navale;
  • la pesca professionale e sportiva svolta con qualsiasi sistema (fatti salvi alcuni casi particolari);
  • l’immersione subacquea in apnea e con bombole;
  • qualsiasi altra attività in superficie o in immersione non autorizzata.

Cioè è tutto vietato, ma a 20 chilometri di distanza uno può andare e fare trivelle e sondaggi, come se l’acqua del mare conoscesse confini e come se le navi volassero!!!

Ecco qui una interessante tabellina

Che dire. Ci sono solo X, niente numeri.

Se uno poi legge il progetto ci sono un sacco di blabla sul come nonostante le X tutto sarà fatto nel rispetto dell’ambiente e che tutti gli impatti sono bassi, lievi, trascurabili, nulli.

Questa in particolare fa un po’ ridere:

L’immissione in mare degli scarichi civili generalmente è considerata circoscritta e di carattere temporaneo. Inoltre, poiché le operazioni di perforazione sono svolte in mare aperto, va considerata anche l’elevata capacità di diluizione dell’ambiente circostante che rende tale fattore di perturbazione ed i conseguenti effetti sulle popolazioni marine poco significativi.

Notare che parlano di scarichi civili, e non di che fine fanno i fanghi di perforazione. E notare la logica: buttiamo la monnezza a mare e il mare diluisce!!!!

E i fanghi di perforazione? Dicono che quelli verranno raccolti da apposite navi che periodicamente riporteranno il materiale in terraferma. Ma e queste navi dove transiteranno? E visto che portano via il materiale di scarto delle operazioni petrolifere con queste navi, perche’ non portare via anche gli scarichi civili???

E’ come una favola. Basta crederci.

Fonte: dorsogna.blogspot.it

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