Le Ue ci ripensa sulla privatizzazione dell’acqua?



Il commissario Barnier si dice contrario alla liberalizzazione dei servizi idrici, accogliendo lo stralcio chiesto dall’iniziativa popolare europea che ha raccolto un milione e mezzo di firme

di Andrea Mollica  – 24/06/2013

La Commissione europea si piega alla volontà popolare, ed alla pressione della Germania, e toglierà dalla nuova direttiva sui contratti di concessione la temuta privatizzazione dei servizi idrici. Più di un milione e mezzo di sottoscrizioni sono state raccolte contro questo tentativo all’interno dei paesi dell’Unione europea.

UE SI PIEGA – Il diritto di iniziativa dei cittadini europei è uno strumento simile alla leggi di iniziativa popolare del nostro ordinamento, ed è stato introdotto grazie al cosiddetto Trattato di Lisbona. La prima grande mobilitazione dei cittadini europei, Right2Water, diritto all’acqua  ha per ora raggiunto un grande successo. Nata come risposta ad una direttiva della Commissione che voleva liberalizzare la normativa comunitaria sui contratti di concessione dei servizi pubblici, Right2Water ha spinto l’organismo di governo dell’Ue a rinunciare alla possibile privatizzazione dell’acqua che si nascondeva tra le pieghe della direttiva. Il commissario al Mercato interno, il francese Michel Barnier, ha infatti annunciato che il tema dei servizi idrici sarà escluso dalla direttiva 2011/0437, attualmente ancora in fase di elaborazione. In questo modo, rimarca Der Spiegel, la Commissione ha voluto chiarire di non perseguire alcuna privatizzazione dell’acqua.

SUCCESSO POPOLARE – Più di un milione e mezzo di cittadini europei hanno firmato l’iniziativa che chiede un libero accesso all’acqua, così come ai servizi sanitari, anch’essi sottoposti a liberalizzazione nella bozza di direttiva attualmente discussa dall’Unione europea. Il caso aveva scosso in particolar modo l’opinione pubblica tedesca, ed è proprio in Germania che sono state raccolte le maggiori firme, più di un milione. Una lunga seria di associazioni, organizzazioni non governative e sindacati si erano impegnati per contrastare la temuta privatizzazione dell’acqua, che avrebbe potuto sottrarre ai comuni la responsabilità di gestire questo bene primario. Anche i partiti conservatori tedeschi, come la Cdu della cancelliera Merkel così come la Csu bavarese, avevano espresso forti perplessità su questa direttiva, con una bocciatura netta da parte dell’Anci tedesca. Una simile mobilitazione si è registrata anche nell’altro paese germanofono dell’Ue, l’Austria, dove anche lì l’opposizione al progetto è stato caratterizzato da un approccio bipartisan.

NO A PRIVATIZZAZIONE – Il commissario al Mercato interno Barnier ha affermato di condividere il senso dell’iniziativa europea, che vuole affermare l’acqua come un bene pubblico non sottoposto alle regole del mercato. Una posizione che però non stride con la direttiva proposta dall’Ue, almeno secondo lo stesso Barnier. L’esponente della Commissione ha infatti ribadito che la privatizzazione del servizio idrico non era tra gli scopi della nuova normativa, ma che ciononostante, vista la sensibilità del tema, lui stesso proporrà all’organismo di governo dell’Ue di cancellare la normativa relativa all’acqua. Barnier ha affermato che così spera che i cittadini e le cittadine dell’Unione europea capiranno di essere stati ascoltati. “Ho piena comprensione della preoccupazione di chi pensa che l’acqua verrà privatizzata contro la propria volontà. Anche io reagirei allo stesso modo”, ha rimarcato il commissario europeo, esponente della destra francese in passato ministro in vari governi gollisti.

TENTATIVO FALLITO –  A più di un anno e mezzo dalla sua introduzione la proposta della Ue di favorire la concorrenza nei servizi idrici dovrebbe essere archiviata, almeno secondo le intenzioni palesate da Barnier. La misura è contenuta nella direttiva 2011/0437 che riguarda l’aggiudicazione dei contratti di concessione. La Commissione non impone una liberalizzazione forzata dei servizi idrici, ma pone dei paletti piuttosto alti ai comuni che garantiscono l’acqua senza bando di gara. Come sintetizza Süddeutsche Zeitung, la misura prevede che se un’impresa pubblica non genera l’80% del suo fatturato tramite la fornitura dei servizi idrici in quel comune, allora l’amministrazione locale deve mettere a bando la concessione, così permettendo anche alle imprese private di presentare un’offerta per quel tipo di incarico. In questi mesi il Parlamento europeo ha esaminato la direttiva, e la commissione Mercato interno dell’assemblea legislativa comunitaria ha respinto a maggioranza la bocciatura della stessa, come chiedevano i critici al progetto. All’interno dell’assise legislativa comunitarie le forze conservatrici, Ppe ma anche liberali, si sono schierati a favore della proposta, che ora però dovrà essere riesaminata alla luce della posizione espressa dal commissario Barnier.

Fonte: giornalettismo.com

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