Terme, la Sicilia rifiuta 107 mln di euro. A sei zeri solo i debiti di Acireale e Sciacca



Gli 11 complessi termali hanno fatto 430 mila pernottamenti contro 1,1 milioni dell’Emilia Romagna.

Testi di Chiara Borzì – A cura di Dario Raffaele

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L’Approvazione dell’articolo 53 della Finanziaria, avvenuto in data 25 febbraio, ha dato di fatto il via libera alla formulazione di un bando di evidenza pubblica per la gestione dei beni connessi alle Terme di Acireale e Sciacca. l nostri due fiori all’occhiello del termalismo hanno da tempo bisogno di rilancio e pare, stando a quanto comunicato dai rispettivi liquidatori, che entro giugno possa venire alla luce la notifica di affidamento. Nel frattempo in Sicilia il termalismo continua ad arrancare. sorretto dall’attività delle restanti nove città termali (Alì Terme, Calatafimi-Segesta, Castellammare del Golfo, Geraci siculo, Lipari, Montevago, Sclafani Bagni, Terme Vigliatore, Termini Imerese).

ll “turismo del benessere”, come oggi definito dagli addetti ai lavori, frutta in Italia milioni di euro, esattamente può essere quantificato in 4.5mld di euro di fatturato, creando ben 73 mila posti di lavoro. mentre nulla si sa del fatturato siciliano a riguardo, né tanto meno dell’indotto che il termalismo produce. Non ci sono ricerche che possano indicarcelo perché, come ci fanno sapere da Federterme le strutture non comunicano i dati di fatturato.

La Sicilia con le sue undici strutture (nove senza Acireale e Sciacca) riesce ad attrarre appena il 5,1 per cento dei flussi nazionali. Il dato è abbastanza magro se si pensa al 21 per cento dei flussi attratti dall’Alto Adige o al 15 per cento della Toscana. L‘Emilia Romagna, regione termale come la Sicilia, è forte di 27 strutture. Secondo gli ultimi dati disponibili (Federterme su dati lstat, anno 2013) in Sicilia il totale di arrivi e stato pari a 80.790, mentre il totale delle presenze 430.222. In Emilia-Romagna si contano invece 328.777 arrivi e 1.110.119 presenze. Se rimane valido l’ultimo dato utile sulla spesa media di un utente alle terme, ovvero 158 euro (stima fornita da Unioncamere per il 20l3), la Sicilia continua a “rifiutare” l07 milioni di euro accondiscendendo alla lentezza burocratica e al disinteresse politico che rendono praticamente irreversibile la chiusura delle Terme di Acireale e Sciacca e il rilancio degli stabilimenti esistenti. Il calcolo è ottenuto moltiplicando la spesa media giornaliera dei turisti con la differenza delle presenze registrate da Federterme di Emilia-Romagna e Sicilia.

In fatto di termalismo la Sicilia sembra all’atto teorico. Del comparto si discute anche in presenza della politica e dei professionisti della progettazione, come accaduto durante l’ultimo convegno “Turismo termale e termalismo” o l’incontro organizzato sulle “potenzialità del progetto“ ad Acireale, le stesse terme siciliane attive hanno fatto rete tra loro, ma un impulso vitale e produttivo utile al rilancio sembra lontano. Secondo quanto dichiarato da alcuni addetti ai lavori, le stagioni sono sempre più incerte, così come i guadagni, e solo una o due strutture regionali riescono a mantenersi competitive. Ed è così che trovano conferma i dati Istat elaborati per i giorni di permanenze nelle nostre strutture regionali. Nel decennio 2000-2010 (ultimo dato Istat disponibile) gli arrivi termali hanno registrato una variazione media annua del -l,8%, mentre le presenze sono diminuite del 2.7%.

Fonte: Quotidiano di Sicilia

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