Le ultime notizie dal Comitato Civico Patrimonio Termale


Si è riunito ieri sera a Sciacca il Direttivo del Comitato Civico Patrimonio Termale per un esame aggiornato della questione termale. 

È stata questa l’occasione per analizzare approfonditamente tutta la documentazione relativa all’ultimo Avviso Pubblico Esplorativo pubblicato dalla Regione, per la manifestazione di interesse relativo al complesso termale di Sciacca. 

Per ottenere tale documentazione il Comitato Civico aveva inoltrato recentemente una richiesta di accesso civico generalizzato; nelle more tuttavia del dovuto riscontro da parte della Regione, si è riusciti ugualmente a procurarsi il documento dell’Avviso (15 articoli) e i 6 allegati per altre vie.

La principale novità, finora non conosciuta, emersa dall’analisi di tale documentazione è che nell’Avviso Pubblico vengono contemplati tre “perimetri” di cespiti: perimetro potenziale, perimetro minimo e perimetro opzionale.

Il perimetro potenziale è costituito da tutti i sette cespiti (asset) di proprietà regionale resi disponibili dalla Regione ai fini dell’operazione di partenariato: Stabilimento Nuove Terme, Grand Hotel delle Terme, Parco delle Terme, Ex Convento San Francesco, Impianto delle Piscine all’interno del Parco, Impianto delle Piscine Molinelli, Stabilimento Antiche Terme.

La proposta da parte degli imprenditori privati interessati dovrà necessariamente includere gli asset ricompresi nel cosiddetto “perimetro minimo”, che sono quelli sopra elencati con esclusione dell’Impianto delle Piscine Molinelli e dello Stabilimento Antiche Terme. Questi ultimi due cespiti costituiscono il cosiddetto “perimetro opzionale”, relativamente ai quali gli imprenditori privati interessati potranno scegliere se includerli oppure non includerli nella propria offerta di partecipazione al partenariato pubblico privato con la Regione.

Non sono ammesse proposte parziali rispetto al perimetro minimo ovvero per singole fasi.

L’importo massimo dell’intervento pubblico per la realizzazione del progetto di rilancio del complesso termale di Sciacca è pari a 50 milioni di euro compresa IVA, mentre la parte privata dovrà contribuire alla realizzazione del progetto con risorse finanziarie (proprie e/o mediante all’indebitamento sul mercato finanziario) in una misura significativa.

L’Avviso prevede inoltre che ulteriori risorse pubbliche rispetto ai 50 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione potranno essere eventualmente ottenute, anche in corso di realizzazione o in fase di gestione, se previsto all’interno del Piano Economico Finanziario (PEF) asseverato che gli operatori economici dovranno presentare ovvero se documentato all’interno della documentazione contrattuale.

È facoltà infine della Regione finanziare con ulteriori risorse la realizzazione di infrastrutture pubbliche non ricomprese nel “perimetro potenziale”, funzionali ad una migliore valorizzazione del complesso termale, anche eventualmente indicate dal proponente imprenditore privato nell’ambito della proposta.

Attraverso lo strumento del Partenariato Pubblico Privato la Regione siciliana, come dichiarato nell’Avviso Pubblico, intende raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Riqualificare il complesso termale di Sciacca secondo un modello coerente con le migliori prassi e in grado di cogliere le tendenze più innovative, nell’ambito del benessere;
  • Adottare un modello di servizio del suddetto complesso termale aperto al territorio e capace di fare sistema con le forze economiche locali generando un impatto diretto e indiretto in termini economici ed occupazionali;
  • Pervenire ad un assetto gestionale che consenta una conduzione virtuosa delle opere e un governo ottimale dei rischi operativi impliciti nelle attività economiche.

Per la valutazione delle proposte progettuali che dovessero pervenire si procederà all’individuazione della soluzione maggiormente conforme alla pubblica utilità e conveniente secondo quindici criteri che risultano elencati nell’art. 6 dell’Avviso Pubblico.

Gli operatori economici che volessero presentare una proposta devono necessariamente effettuare il sopralluogo delle aree interessate, il cui DSAN dovrà essere incluso nella documentazione allegata alla proposta.

A tal proposito il Direttivo del Comitato Civico Patrimonio Termale ha preso favorevolmente atto della notizia che diversi sopralluoghi sono già stati effettuati nelle ultime settimane.

Nel prendere contezza documentale di tutto quanto sopra, e a conferma delle valutazioni emerse nel corso assemblea cittadina promossa dal Comitato Civico lo scorso 30 Novembre, il Direttivo ritiene che a questo punto non resta che attendere la scadenza dell’Avviso Pubblico fissata per il giorno 27 Febbraio ore 12:00, confidando nel  fatto che questa volta possano pervenire manifestazioni di interesse da parte di qualificati operatori economici privati, presupposto questo necessario per dare realmente avvio a quel percorso di partenariato pubblico privato che rappresenta al momento lo strumento prescelto dalla Regione siciliana per realizzare l’auspicato rilancio del nostro complesso termale, chiuso da 11 anni. Ciò rappresenterebbe un momento davvero storico per dar corpo alle prospettive di rilancio della nostra città, che non può consentire a nessuno di sottrarle questa possibilità per la quale diecimila cittadini sono scesi in piazza in un giorno feriale (6 Marzo 2024) e sono pronti a rifarlo, per difendere le proprie Terme.

Un momento storico, che sarà solo l’inizio di un percorso sicuramente complesso e con diverse fasi successive, ma che noi del Comitato Civico Patrimonio Termale siamo pronti a sostenere e sul quale siamo pronti a vigilare.

Nel caso di esito negativo, saremmo pronti a proporre un piano alternativo che attraverso un percorso diverso possa raggiungere quello che per noi rimane un obiettivo irrinunciabile: la riapertura e il rilancio delle Terme di Sciacca e con esse di Sciacca Terme.

Sciacca, 17 Gennaio 2026           IL DIRETTIVO DEL COMITATO CIVICO PATRIMONIO TERMALE

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